Per gli utilizzatori

Lettera informativa alle logistiche (997,19 KB)

I vantaggi del sistema EPAL

IL SISTEMA EPAL:


Rispetta
i criteri di riutilizzo e riciclo degli imballaggi secondo le recenti normative ambientali europee.

Garantisce
la sicurezza nell'ambiente di lavoro.

Garantisce
il sistema di interscambio alla pari.

Garantisce
la rispondenza ai capitolati tecnici e quindi il mantenimento costante della qualità del parco pallet.

Garantisce
la qualità della riparazione.

Garantisce
processi di produzione e distribuzione efficaci con notevoli risparmi rispetto ad altri sistemi di gestione dei pallet.

Garantisce 
il trasporto senza problemi: le vostre merci arrivano in buono stato.

Garantisce
lo stoccaggio sicuro: i vostri prodotti sono immagazzinati anche a lungo in assoluta sicurezza.

Garantisce
lo scambio nazionale e internazionale.

Pallet EPAL

Affidabili oltre i confini 
  

Il pallet certificato EPAL è affidabile oltre i confini
Ciò significa per Voi una sicurezza su tutta la linea:

• processi di produzione e distribuzione efficaci       
  - il vostro impegno finanziario è ottimizzato; 
• trasporto senza problemi          
  - le vostre merci arrivano in buono stato; 
• stoccaggio sicuro           
  - i vostri prodotti sono immagazzinati anche a lungo in assoluta sicurezza; 
• valore stabile           
  - la qualità dei vostri prodotti è preservata; 
• sicurezza ottimale del lavoro         
  - il vostro ambiente di lavoro è protetto; 
• interscambio alla pari assicurato senza problemi.

I pallet certificati EPAL garantiscono flussi economici senza intoppi di sorta. 
L'EPAL interviene a livello delle imprese ed a livello internazionale nella logistica, nel trasporto e nello stoccaggio.

Consigli per gli utilizzatori di pallet EPAL usati
Per una corretta manutenzione e gestione del parco EPAL occorre:
• controllare che il riparatore presso il quale vengono riparati i pallet 800 x 1200 EPAL (sostituzione di almeno un elemento) sia accreditato EPAL; 
• rispettare i criteri di riparazione dei pallet in proprio possesso e procedere di conseguenza alla programmazione della riparazione fin da quando sia necessario; 
• informare Bureau Veritas Italia della presenza di riparatori mobili all'interno della propria impresa; 
• impegnarsi a consentire l'ingresso agli operatori di Bureau Veritas Italia presso i propri magazzini per la verifica del parco pallet EPAL e del lavoro delle officine di riparazione mobili; 
• non interscambiare pallet EPAL che presentano rotture/danni evidenziati sul documento Criteri di scambio EPAL, poiché questi possono comportare seri problemi per la sicurezza degli addetti.

Indagine sulle ragioni di scarto dei pallet in fase di scarico presso i CE.DI. della GDO

Il Comitato Tecnico Epal di Conlegno ha incaricato l'Università Cattaneo LIUC di svolgere la ricerca "indagine sulle ragioni di scarto dei pallet in fase di scarico presso i CE.DI. della GDO". Gli obiettivi della ricerca coordinata dal prof. Dallari sono quelli di comprendere le attività del processo di controllo e selezione dei pallet EPAL presso i CE.Di. (fasi del processo, soggetti incaricati, strumenti impiegati, criteri di selezione, etc.), e di creare un decalogo riguardante le cause di scarto dei pallet EPAL, declinandole per tipologia (rotture di traverse o blocchetti, mancanza del marchio, qualità del legno, etc.). Durante le rilevazioni sono stati osservati un totale di oltre 140 scarichi di automezzi, pari complessivamente a circa 3.200 pallet EPAL scaricati e presi in carico dagli addetti delle diverse cooperative operanti nei centri distributivi. A seguito delle 144 rilevazioni, sono state elaborate le statistiche riguardanti le cause di scarto dei pallet EPAL: su un totale di 3.227 pallet EPAL dichiarati in bolla e scaricati (al netto dunque dei pallet CHEP e delle altre tipologie a perdere), i legni scartati sono stati pari a 223, ossia il 6,92%.  È stato riscontrato che, laddove il produttore investe in un parco pallet di elevata qualità, risulta minore la percentuale di scarto al momento del ricevimento merce.

Report indagine (2,3 MB)

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